Io donna: Clara Cerri

claraCerri_02Clara Cerri: ho avuto molte vite diverse, in questa scrivo romanzi, faccio editing, organizzo eventi culturali e gestisco come posso una famiglia con problemi grossi ma piena di amore, quello concreto, quotidiano.

1) Come convivi con l’idealizzazione mediatica della bellezza e della magrezza che caratterizza la nostra società?
Mi irrita a morte non tanto l’idealizzazione della bellezza, che è naturale nell’essere umano, quanto il modo aggressivo e invadente con cui tentano di renderci perennemente insoddisfatte di come siamo. Il fotoritocco crea corpi impossibili. La pubblicità di pillole dimagranti o prodotti dietetici mostra donne magrissime che non sono ancora contente di come appaiono, si sentono gonfie, grasse, ma per cosa? Penso soprattutto alle giovani, che si affannano a dimagrire quando avrebbero corpi splendidi così come sono. La conseguenza più paradossale di questo bombardamento è che una volta che si capisce che a quell’ideale non si arriverà mai, si mollano gli ormeggi e si rinuncia. Anche perché, e lo sto sperimentando sulla mia pelle, dimagrire o anche solo mantenere il proprio peso non è facile. Il corpo umano è programmato per sopravvivere, non per dimagrire, e se lo affami si difende come un disperato, consumando meno calorie. Questo meccanismo, per giunta, si rinforza quante più diete facciamo.

2) Quali sono le te migliori abitudini e quali le peggiori?

Comincio dalla peggiore, che per me è sempre in agguato: pensare che tanto non importa più, che tanto claraCerri_01vale concedersi quello snack o quel dolce, in sostituzione di soddisfazioni che non si riesce a ottenere. Compensare le frustrazioni col cibo, insomma. Le migliori sono quelle che ti fanno sentire bene, o almeno che ti fanno sentire che sei nella direzione giusta. Alla mia età il controllo del peso deve servire soprattutto allo scopo di mantenersi in salute. Ci sono stati anche periodi nella mia vita in cui sono dimagrita troppo, perché avevo fatto del cibo una nevrosi. Ho avuto un episodio di anoressia da adolescente, per fortuna breve, che mi ha fatto perdere dieci chili in un mese. È una sensazione orribile, peggio che essere grasse, davvero.

3) Come vivi il passare del tempo?
Male. Ho tantissime cose da fare ancora! Quando mi dicono che dimostro meno anni di quelli che ho quasi mi arrabbio, perché questo non vuol dire che ho più anni davanti, purtroppo. Ma cerco di reagire e di fare sempre cose nuove, senza aspettare le grandi occasioni come facevo da giovane.

 4) Hai degli accorgimenti per mantenere la vitalità psicofisica?
Sentire musica. Cantare. Vedere bei film. Scrivere. Leggere libri, anche in lingue straniere per non perdere l’abitudine acquisita con lo studio. Fare giochi difficili sulla Settimana enigmistica (che aiuta anche per la regolazione dell’intestino, come molti sanno…). Per quanto riguarda l’attività fisica pratico yoga, anche se mi ci vorranno due vite per arrivare a fare una posizione decente (ho sempre avuto le articolazioni dell’uomo di latta del mago di Oz). Mi piace molto camminare e quello che farei più volentieri è fare lunghe gite in collina, come facevo da ragazza con la mia famiglia. Ma le occasioni sono rare e mio marito non ne vuole sapere.

5) Per te è più facile allenare il corpo o la mente?
Ovviamente la mente. Sono sempre stata una nerd incallita. Mia madre era molto sportiva e ha provato a farmi fare nuoto, basket e atletica. Sono diventate altrettante occasioni per sentirmi incapace ed essere umiliata – bella la vita negli anni ’70 e ’80, eh? Ai miei tempi gli istruttori e i maestri mettevano alla berlina chi non ce la faceva e invitavano gli altri a deriderli. Non era nemmeno considerato un abuso.

claraCerri_036) Cosa è cambiato in te in positivo con il passare del tempo?
Cerco di mettere a frutto l’esperienza, perlomeno, e quel tanto di libertà e di spigliatezza che dona l’età che avanza. A volte mi sembra che la mezza età sia una sorta di adolescenza al contrario. La faccia tosta di cui sono capace non è diminuita affatto, anzi! Per promuovere il mio libro recito un monologo in cui interpreto lo spettro di una vecchia prostituta, e mostro i miei lardi nel costume di scena, proprio per sottolineare la decadenza e lo squallore della sua vita. Tra l’altro, usare il mio corpo per uno scopo artistico mi ha fatto sentire più a mio agio con me stessa.

 

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